Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato

Condividiamo il nuovo video di Papa Francesco in vista della 108a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) che si celebrerà domenica 25 settembre 2022.
Il Santo Padre approfondisce il sottotema “Un futuro per tutti e tutte” e ci coinvolge con una domanda diretta: Cosa significa mettere al centro i più vulnerabili?.


2021 02 amorisletitia1È del 18 dicembre scorso la notizia che il parlamento svizzero ha approvato la legge sulle nozze tra omosessuali. Il paese elvetico risulta così uno degli ultimi Stati dell’Europa occidentale ad approvare il matrimonio tra cittadini dello stesso sesso, possibilità non ancora consentita solo in Italia, Liechtenstein e Grecia.

Un partito ha già dichiarato di voler ricorrere alla consultazione popolare.

Ciò significa, che probabilmente la popolazione svizzera sarà chiamata ad esprimersi su questa legge in un prossimo futuro. Qualche mese fa, giornali, televisioni e media vari riportavano a titoli cubitali una presunta apertura del pontefice alle unioni civili. Abbiamo cercato di scoprirne qualcosa in più.

Papa Francesco e unioni civili: una tempesta in un bicchier d’acqua?

Grande scalpore hanno fatto nei mesi scorsi le presunte aperture di Papa Francesco sulle unioni civili. Titoloni di giornali che hanno creato molta confusione nei lettori e nei fedeli. I media, sempre alla ricerca di scoop e di notizie sensazionali, prendendo lo spunto dalla uscita del documentario Francesco del regista Evgeny Afineevsky, presentato il 21 ottobre al Festival del film di Roma, “sono andati a nozze” creando una tempesta in un bicchier d’acqua.

Perché in realtà il Papa non ha detto nulla di nuovo che già non avesse dichiarato in passato.

Nel documentario Francesco, che dura quasi due ore, il regista analizza il pensiero del Pontefice sui temi più scottanti della società: dal cambiamento climatico al razzismo, dagli abusi sessuali nella chiesa alle migrazioni. Le immagini raccontano l’impegno del Papa sui temi come la pace e l’unità, il superamento dei muri e dei conflitti, la tutela dell’ambiente e l’ecologia, la lotta alla povertà. Se mai, l’apertura del Papa è per una legge che regoli le unioni civili, le quali però sono cosa ben diversa dal matrimonio.

Già nel 2014 in una intervista al Corriere della Sera il Papa disse: “Gli Stati laici vogliono giustificare le unioni civili per regolarizzare diverse situazioni di convivenza, spinti dall’esigenza di regolare aspetti economici tra le persone.

Si tratta di patti di convivenza di varia natura, di cui non saprei dire le diverse forme”. Ma specificò: “Chiamiamo le cose con il loro nome: il matrimonio è tra un uomo e una donna. Chiamiamo invece l’unione tra persone dello stesso sesso unione civile”.

Dunque, perché tanto clamore? L’agenzia Redattore Sociale ha eseguito un’interessante operazione di analisi dello “scoop” sulla posizione del Papa (per la lettura completa vedi il sito dell’agenzia stessa) dalla quale risulta che le cose sono andate in questo modo. Un tempo c’erano solo le encicliche, testo ufficiale visto e rivisto.

Difficile equivocarne il senso. Oggi invece, con il mondo che è cambiato, il Papa rilascia talvolta delle interviste.

Accade però che non sempre il risultato sia una traduzione genuina o una comprensione completa. La notizia poi finisce sui giornali, riassunta in poche parole, riferite magari fuori dal contesto in cui sono state pronunciate, ed ecco il risultato.

2021 02 amorisletitia2Ecco allora i venti secondi di cui tutti parlano, nell’estratto dal documentario Francesco, che è stato diffuso di mezzi di informazione. La notizia sta tutta in poche parole del Papa, riportate poi da media in questi termini: “le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”.

Sulla carta parrebbe chiarissimo. Ma il fatto è che le frasi riportate non sono consecutive, ma sono state pronunciate dal Papa in momenti diversi e, quel che più conta, con riferimento a situazioni differenti. Dapprima nell’intervista, già resa pubblica nel maggio 2019, il Papa sta parlando del diritto di stare in famiglia, argomentando che ogni padre e ogni madre deve mostrare accoglienza e amore ad ogni figlio. Un tema legato alla difficoltà che alcuni genitori vivono nell’accettazione di un figlio che confida loro la propria omosessualità o, più in generale, ha a che fare con il rapporto affettivo che lega un figlio o una figlia al proprio partner. Usare quelle parole con riferimento alle unioni civili è ciò che un giornalista o un regista non dovrebbe fare. Perché, detto così, è semplicemente falso. È chiaro, le parole del Papa sono un segnale dell’approccio dialogante, aperto, pastorale che egli ha e in questi termini il loro utilizzo all’interno del documentario è sensato ma non se l’intenzione è quella di far dire al Papa qualcosa che sulle unioni civili non ha detto. Resta il fatto che il “Sì del Papa alle unioni civili” è diventato la notizia del giorno, con buona pace delle regole del buon giornalismo e senza dimenticare le strumentalizzazioni della politica italiana, considerato che alla Camera proprio in quei giorni si discuteva la legge nota come ddl Zan.

In mezzo a tanto marasma però in tanti sono andati a riprendere i testi scritti, quelli che nero su bianco restituiscono un quadro più chiaro. Il più citato è Amoris Laetitia, l’esortazione apostolica firmata da Papa Francesco nel 2016. In esso da un lato viene ribadito che “ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con cura di evitare ogni ingiusta discriminazione” e dall’altro viene precisato che “non esiste fondamento alcuno per assimilare le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”.

Egidio Todeschini

Cosa significano dunque le frasi del Papa?

Papa Francesco, lo sappiamo, si è sempre impegnato in prima persona contro la marginalizzazione, le discriminazioni e le ingiustizie, sempre dalla parte dei più poveri e bisognosi. Ci ha abituati ad una Chiesa aperta al dialogo con la società civile, con le nuove generazioni e con le altre culture e religioni. È in questa chiave di lettura che bisogna interpretare le sue parole, come si evince anche dalla sua esortazione apostolica “Amoris Laetitia”.

Perché allora la necessità di una legge che regoli le unioni civili? Immaginiamo per un attimo le discriminazioni subite dai fratelli e le sorelle omosessuali, anche dal punto di vista legale. Senza una legge che le riconosca, le coppie dello stesso sesso non avrebbero il diritto agli aiuti assistenziali, né alle visite ai loro cari all’ospedale e non riceverebbero alcuna indennità o eredità in caso di malattia o decesso del convivente. Ecco, dunque, cosa significano le parole del Papa: permettere a queste persone una vita dignitosa, sentirsi parte integrante della società civile senza essere vittime non solo dell’ignoranza umana ma anche della legge civile.

Inoltre, non accontentiamoci di osservare il nostro Giardino Europeo, ma ampliamo il nostro sguardo. Il Papa non parla unicamente all’Italia, alla Svizzera o all’Europa. Il Papa parla al mondo, alla Chiesa universale e ai fedeli di tutti i continenti. E nel mondo, la situazione non è delle più floride. Se nel 1990 l’OMS rimosse definitivamente l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, ad oggi non tutti i paesi permettono la libera espressione del proprio orientamento sessuale, continuando spesso a considerarla come tale. Secondo Amnesty International, in circa un terzo dei Paesi del mondo l’omosessualità è un reato che è punibile, in alcuni paesi, anche con la pena capitale.

Le parole del Papa, che certo non paragona le unioni civili al progetto di Dio del matrimonio, potrebbero certamente contribuire ad alleviare sofferenze, discriminazioni e marginalizzazioni che molti nostri fratelli e sorelle subiscono quotidianamente in molte parti del mondo.

Luca Panarese

Matrimoni e Unione Civile: facciamo chiarezza

Il matrimonio civile e le unioni civili sono entrambi contratti stipulati da due persone e validi nella società civile, davanti alla legge e alla società. I diritti ed i doveri tra i contraenti e tra gli stessi nei confronti dello Stato sono molto simili tra loro: le piccole differenze sono regolamentate dai singoli Stati.

Il matrimonio sacramentale è invece basato sull’antica istituzione religiosa dell’unione tra uomo e donna, in cui si dichiara il proprio progetto d’amore e fedeltà davanti a Dio, aperta al dono della vita. Prendendo in considerazione i termini latini che fanno riferimento al matrimonio, ne ricaviamo la seguente descrizione. Il matrimonio è:

  • l’unione tra uomo e donna (mas dare e cum jungere)
  • iniziata con una promessa (sponsio) e con un rito pubblico (nubère)
  • che mette nella stessa situazione e condivisione di vita (cum sors)
  • rende atti al compito della generazione (matris munium)
  • e dà origine ad una comunità di persone.

Articolo pubblicato sul mensile insieme di febbraio 2021.