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Come nasce una comunità

Sono sempre convinto che per quanto sia difficile viverla, la dimensione comunitaria sia un pilastro importante della nostra fede. Fin dal giorno del battesimo siamo chiamati a far parte di una nuova famiglia, non più fondata su legami di sangue, ma nel nome di Gesù.


La Chiesa è custode da secoli di questo DNA, che però è geneticamente alterabile, tanto da modificare fin dal profondo i nostri geni identitari.


È curioso notare come nella nostra società, pur crescendo l’individualismo, in tanti ci propongano di formare delle “community”. Più vengono a mancare quelle reali, più aumentano quelle virtuali.


Ma noi ne abbiamo una che esiste e persiste da secoli, ed è la Chiesa, fatta di uomini e donne che si riuniscono in virtù di una relazione particolare con Cristo. È infatti da questo rapporto individuale che si genera quello comunitario. Ce lo dice l’apostolo ed evangelista Giovanni nel vangelo di questa domenica: “Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore”. Dunque, dalla relazione con Gesù (la voce) nasce l’essere comunità (un solo gregge).


Penso che in questa dinamica ci sia il segreto della dimensione comunitaria, ma da essa possiamo anche – a ritroso – capire cosa non va nelle nostre comunità. Se è l’ascolto di Gesù che ci rende comunità, vuol dire dunque che quando le nostre comunità si sgretolano - e anche nella Chiesa regna l’individualismo - è perché non ascoltiamo più la voce del pastore.


Un invito pertanto a tornare alla fonte.


Buona domenica

p. Antonio

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