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Dove incontrarti, Signore?

Tra le varie forme di crisi che oggi la chiesa sta affrontando, una di esse è anche quella legata alle sue strutture. Ci si chiede (almeno in Svizzera) quasi in ogni riunione: “Ci servono ancora tutte queste chiese? Di quali luoghi di culto abbiamo bisogno nei prossimi 5-10 anni? Dove dovremmo ‘essere chiesa oggi’?”. E così via. Le domande nascono dalla drastica diminuzione del numero dei fedeli che regolarmente frequentano la chiesa. Per molti basterebbe un ufficio presso al quale richiedere dei documenti. Per il resto, forse basta una cappellina un po’ più grande del solito, non certo le nostre chiesone (non parliamo delle cattedrali… oramai nel deserto dell’indifferenza).


Alcune chiese stanno diventando centri culturali, altre bar, discoteche, musei, sale di prova per il Conservatorio, altre ancora un garage per l’esposizione di auto di lusso. Quello che per tanti anni è stato identificato erroneamente come “la casa di Dio” oggi non lo è più. Dunque è il numero di persone che ha reso fino ad oggi una struttura il luogo dove incontrare Dio?


Nei testi di questa domenica troviamo due “posti” dove incontrare Dio: nella prima lettura, nella “Legge”, cioè in quelle “10 Parole” (erroneamente chiamate ‘Comandamenti’) rivelate da Dio a Mosé, mentre nel Vangelo, in Gesù stesso. Purtroppo da quell’insegnamento di Gesù siamo tornati molto velocemente a rinchiudere Dio in un luogo, in un concetto, in una legge. Gesù ha detto alla Samaritana che sarebbe giunto il momento di “adorare Dio in spirito e verità”.


Riusciremo a mettere assieme: una relazione intima e personale con Gesù con l’importanza di un cammino di fede comunitario, mantenendo qualche “oasi di spiritualità”, che in mezzo alle nostre città distratte ci permetta di rientrare in noi stessi, anche solo per un attimo?


Buona domenica

p. Antonio

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