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“Egli mette pace nei tuoi confini e ti sazia con fiore di frumento” (Sal 147)

Tradizionalmente la chiesa dedica il primo giorno dell’anno alla preghiera per la pace e affida questa intenzione alla maternità di Maria Santissima.


Pace tra i tuoi confini”, recita il salmo 147, dove per confini non intendiamo solo i nostri, ma di ogni popolo e cultura. Il salmista invoca da Dio la pace perché solo quella che proviene da lui è duratura. La nostra è solo una tregua, una fragile tregua.


Ci sembra doveroso, allora, nel primo giorno dell’anno invocare da Dio la pace anzitutto dei cuori, perché senza di essa non ci saranno neanche le altre forme di pace.


Nel mondo i conflitti sono purtroppo ancora tanti. Di alcuni sappiamo tanto, di altri non si sa nulla, come se alcune persone fossero più importanti di altre. In realtà, ciò che fa la differenza – lo sappiamo bene – sono gli interessi economici e le strategie geopolitiche.


Invochiamo la pace su tutti i popoli, le religioni, le culture. Che le differenze siano prima o poi considerate valore e non pericolo. Che i confini, normali e necessari a definire le identità individuali e collettive, non diventino rigidi e invalicabili, ma porosi e fluidi, nella continua riformulazione degli spazi e delle identità.


Maria sia per noi un modello di apertura al “Tu”, quello divino e quello umano. Lei è diventata non solo madre di Gesù, ma sotto la croce anche madre dell’umanità.

Lasciamoci nutrire “con fiore di frumento”, cioè con la parte più interna, più tenera, più pura del grano.


Una bellissima immagine che ci invita a fidarci di Dio e a lasciarci guidare da lui, che solo sazia la nostra fame e sete di verità e ci riconcilia con le nostre ferite.


Buon anno a tutti. E che ciascuno, ispirato da Maria Santissima, possa essere strumento di pace nel proprio mondo.

P. Antonio


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