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Uno sguardo in avanti

Cosa c’è dietro all’espressione “Non lo farò più”?


Pentimento? Desiderio di cambiamento? Entrambi?


Lo sguardo sulle cose è importante. E la motivazione altrettanto. Si può cambiare perché siamo stanchi di ripetere sempre gli stessi errori o si può cambiare perché intuiamo che c’è una condizione di vita migliore. Uno sguardo in avanti o indietro. Sono due approcci alla vita diversi.


Se sto guidando l’auto, rispetto le regole della strada per paura della multa o perché capisco il valore per cui le regole sono state scritte? A livello educativo, per esempio, preferisco che un figlio o una figlia si comportino bene perché capiscono il valore individuale e collettivo che porta con sé quest’azione o piuttosto che si comportino bene per paura di una punizione?


Ecco la differenza tra uno sguardo indietro o in avanti.


Nelle letture di questa domenica si parla della conversione (che è la parola spirituale per indicare il cambiamento). Ci si converte per paura della punizione divina o lo si fa perché si capisce l’importanza di vivere secondo gli insegnamenti divini (potrei anche dire, perché ci si sente amati)?


Gli abitanti di Ninive (1. lettura), dice il testo, “si erano convertiti dalla loro condotta malvagia e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece”, mentre nel vangelo Gesù invita alla conversione perché “il regno di Dio è vicino”.


Sguardo indietro o in avanti?


E tu che desideri un cambiamento nella tua vita, pensi di farlo per paura delle sue conseguenze o per la speranza della salvezza?


Con affetto,

P. Antonio

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