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In equilibrio tra fare e contemplare


Un saluto alle suore Giuseppine, dopo 64 anni di discreta ma importante presenza a Berna


Fare le valigie per ripartire non è facile, poiché richiede mettervi ricordi, speranze, emozioni, sofferenze, luoghi, sapori, persone. Lasciare un luogo che ci ha accolto per anni non è semplice. Non lo è per chi prepara la valigia, non lo è per chi resta.

Nel mese di agosto lascerà la Missione Cattolica di Lingua Italiana di Berna suor Albina, missionaria delle suore di San Giuseppe di Cuneo.

Con la sua partenza terminerà anche la lunga ed importante presenza delle suore Giuseppine in Svizzera.


Le suore di San Giuseppe di Cuneo partirono missionarie per la Svizzera all’inizio del 1900 e si stabilirono a Basilea, Naters, Goppenstein e Berna, dove molti Italiani emigravano in cerca di lavoro e venivano impiegati nella costruzione di gallerie, nelle miniere, nelle fabbriche e nella manutenzione stradale. La presenza delle Suore si rivelava una figura stabile e di riferimento per ogni necessità e svolgevano un ruolo importante nell’accogliere e sostenere gli emigrati nelle difficoltà e nelle sofferenze quotidiane date dal duro lavoro e dalla solitudine.


La Congregazione è stata fondata a Cuneo nel 1831 dal canonico della Cattedrale Giovanni Manassero, che si è ispirato alla comunità francese di Le Puy, istituita nel 1650 dal gesuita francese Jean-Pierre Médaille.

 L’istituto religioso si è occupato da molti anni degli emigrati italiani, lavorando particolarmente in parrocchie, missioni e scuole. L’esempio e il carisma di san Giuseppe guidano la Congregazione, che si distingue per la sua presenza costante e rassicurante, ma sempre discreta, accanto agli ultimi. Di solito, esse stabiliscono piccole comunità, non visibili, imitando proprio la presenza discreta di San Giuseppe.


Ed è proprio questo carisma di preghiera e servizio discreto che ha caratterizzato la presenza delle suore Giuseppine a Berna fin dal loro arrivo ufficiale il 23 agosto 1960, in concomitanza con l’inaugurazione della nuova sede della Missione Cattolica Italiana alla Bovetstr. 1.


Alle Suore è stato dato un appartamento nella nuova struttura che ha favorito il servizio loro richiesto e il buon funzionamento della Missione. Le Suore – che negli anni seguenti all’apertura arrivarono a costituire una Comunità di ben sette consorelle – si sono occupate di molteplici attività, dai servizi liturgici alla catechesi, dalla cura della chiesa alla mensa del ristorante, dal coro per le funzioni ai corsi di taglio e cucito, dalla diaconia al centro redazionale.  Assolutamente da citare tra i servizi più importanti sia a livello comunitario che sociale di impegno da parte delle Suore è stato quello delle scuole. Fin dal loro arrivo hanno infatti gestito una scuola materna per i figli degli italiani, che si è successivamente arricchita della scuola elementare e media. Le Suore gestivano i corsi, insegnavano insieme al corpo insegnante, si occupavano della mensa per gli scolari e di altri servizi pratici. Un servizio importante e discreto, una presenza significativa per tutta la Comunità.



Immagine d'archivio MCLI



Un grazie a Suor Albina


Suor Albina è giunta a Berna il 10 agosto del 2008, in un anno che ha segnato profondamente la sua vita poiché, appena qualche mese prima era venuta a mancare la mamma. Dopo 12 anni di presidenza in scuole tra Asti e Cuneo, suor Albina si è trovata davanti ad una scelta: a Roma per collaborare presso il Dicastero per la Cultura e l’Educazione (in Vaticano), a Berna, dove era necessario un ricambio di suore. La situazione presso la Missione di Berna preoccupava la madre superiora, al punto da essere tentata di chiudere la comunità di Berna nel caso in cui non ci fosse stato il ricambio augurato. È così che suor Albina, in dialogo con i Superiori, accetta di venire a Berna e lasciare “la Scuola” per la quale era appassionata.


 Con una laurea in Pedagogia ,conseguita a Roma nella Facoltà Pontificia “Auxilium” ,la specializzazione biennale in “Ortofrenica” -parte della psicologia che si occupa dei soggetti affetti da deficienza mentale congenita o acquisita e studia i metodi didattici appropriati per la loro educazione -nella sezione torinese della Università Cattolica di Milano,  30 anni nell’insegnamento e responsabile come pedagogista in un centro medico psico-pedagogico per la cura di soggetti insufficienti mentali , a Berna suor Albina si è trovata in un ambiente completamente diverso a cui si è pian piano adattata mettendosi al servizio della nuova Comunità, che ha amato  e di cui si è preso cura.


“Durante il primo anno a Berna, ho capito un po’ quanto Gesù dice Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24)” mi dice suor Albina durante un nostro incontro. Questa scelta importante presa durante un periodo di lutto personale e con la responsabilità di veder chiudere una comunità di suore in Svizzera è stata sicuramente faticosa.


E la Comunità formata per un anno da tre Consorelle, in seguito da due, dal 2018 sr. Albina si è trovata “sola” e.. nella pensione “Villa Maria”.



Tra preghiera, formazione e diaconia


In questi sedici anni di presenza a Berna, suor Albina ha rappresentato una persona fondamentale per la Comunità e ha prestato il suo servizio in numerosi ambiti, molto diversi tra loro, oltre ad aver gestito le pagine della Missione di Berna per la nostra rivista” Insieme “dal 2012 al 2018.

La chiesa-anche come luogo- è il vero cuore della Missione. “Una comunità si sostiene, avanza, cammina, si realizza ed è efficace quando c’è la preghiera, la comunione, l’unità, l’attenzione evangelica verso i più fragili” – mi ricorda suor Albina.


Con la Missio Canonica dal vescovo di Basilea, fin da subito suor Albina si è occupata di un sostegno per la Liturgia, collaborando attivamente con i padri nella liturgia e come Ministro straordinario della Comunione nelle Celebrazioni e per gli ammalati. Anche il gruppo di adorazione settimanale del Cenacolo, iniziato nel 2005, è tuttora guidato da suor Albina.

Al suo arrivo nel 2008 ha collaborato insieme a padre Carlo Campiglia alla costituzione del gruppo Lettori, con la convinzione che il servizio svolto dalle lettrici e dai lettori durante la santa Messa richieda anche una formazione biblica-liturgica-tecnica ed organizzativa.


Particolare attenzione ha dato negli anni alla cura della Chiesa e delle Celebrazioni, con il coordinamento delle volontarie e dei volontari per la pulizia e l’allestimento della chiesa.

Un altro ambito in cui la presenza di suor Albina è stata significativa ed ha segnato tante ragazze e ragazzi è quello della Catechesi. Oltre ad occuparsi per alcuni anni del coordinamento della catechesi, ha accompagnato cresimandi (sia ragazzi che adulti) nella preparazione alla Cresima, nonché i genitori nella catechesi pre-battesimale, nella formazione dei genitori con incontri regolari di catechesi e formazione psico-pedagogica in équipe.


Quando si parla di suor Albina, però, vengono in mente queste parole: attenzione ai più fragili. Perché nei momenti di fragilità, chi si recava in Missione, ha sempre trovato in lei qualcuno con cui confidarsi. Suor Albina si è fatta portavoce della diaconia cristiana, ricoprendo il ruolo di coordinatrice del gruppo diaconia FAC e recandosi regolarmente nella casa per anziani di Schwabgut, dove risiedono molti anziani italiani. “Il contatto individuale, mi racconta suor Albina, è molto importante. Hanno bisogno di essere ascoltati… di raccontarsi. In questi incontri percepisco sempre tanta sofferenza ma anche tanta fede; prima di ogni incontro, mi reco in Chiesa,.. accendo un lumino alla Madonna; faccio la stessa cosa quando torno dalla visita, affidando le sofferenze che mi sono state raccontate alla Madre celeste.”


Insieme ad un’équipe di volontarie e all’assistente sociale, Suor Albina ha anche coordinato il bel gruppo Essere Insieme, che si ritrova nei locali della Missione ogni giovedì pomeriggio accolto con gioia e con proposte di socializzazione, culturali, di divertimento e di riflessione e la gradita pausa caffè con la festa dei compleanni.



Una partenza che si farà sentire


La partenza delle Suore Giuseppine dalla Missione Cattolica di Berna si è rivelata una scelta sofferta ma necessaria in seguito agli ultimi sviluppi. Sicuramente, però, la loro partenza si farà sentire in tutti coloro che, in questi numerosi anni, hanno potuto contare sulla loro discrezione, sul loro ascolto, sulla loro discreta e costante presenza. Da queste pagine rivolgiamo un sentito grazie a tutte le suore di San Giuseppine che in questi 64 anni hanno sostenuto e accompagnato la comunità di Berna. (a cura di L.P.)



 

Articolo apparso sul mensile della Missione Insieme no. 07-08, anno 2024.


La Missione pubblica Insieme, il mensile gratuito, a scopo formativo e informativo, in lingua italiana, in collaborazione con le Missioni di Burgdorf-Utzenstorf-Langenthal, Konolfingen, Solothurn, Thun e Olten.

Il periodico è in formato A4, in quadricromia e tratta tematiche diverse tra cui informazioni sulla Chiesa, sull'Italia, attività delle varie Comunità, problemi emigratori, sociali e politici.

È possibile richiedere l'invio del mensile a casa per posta ordinaria iscrivendosi presso l'ufficio di redazione oppure si può richiedere l'ultimo numero in formato pdf per e-mail.



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