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Un patto di sangue

La simbologia é importante perché aiuta a fissare dei concetti e a trasmettere dei messaggi. È un linguaggio non verbale che ha potere ed efficacia come le parole… a volte di più.

Chi di noi non collega subito ad un concetto o ad un messaggio un logo o un simbolo? Non è forse anche questo l’effetto della croce? Basta vederla per esprimere qualcosa (per noi) di importante.


Così è per altri simboli che troviamo anche nella società civile.


La nostra esperienza di fede è fatta di rituali, così come lo è la vita. Nella parola di Dio di questa domenica, in cui festeggiamo il “Corpo e sangue di Cristo” torna spesso la parola “alleanza”. Cos’è? É un patto, un accordo, un impegno. Dio si impegna a restare fedele ad un amore totale e unico verso di noi e ci chiede almeno di tentare di fare lo stesso.


Dio dona la sua parola al popolo e chiede al popolo di impegnarsi a metterla in pratica (“tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!”). È un patto sigillato col sangue, cioè che è basato sulla vita.


Gesù ha ripreso questo rituale ma lo ha applicato a se stesso. Il dono della sua vita è un’alleanza, una promessa di salvezza e di eternità. Chi crede in lui accoglie e sigilla questo patto, ma il sangue è sempre il suo. È Gesù che dona la sua vita per amore e sempre per amore ci invita ad essere fedeli. Non chiede a noi di dare la vita, ma la dona lui. A noi è chiesta la fedeltà.


Non rompere questo patto è il nostro impegno e lo rispetteremo se riusciremo a creare un rapporto intimo con lui. Allora lui è parte di noi. Non è un estraneo, ma parte intima di me e di te.


Nutrirci alla mensa eucaristica è quel rituale che diventa memoriale, cioè, che rinnova ogni volta quel patto e quell’alleanza.


Ringraziamo Gesù per il grande dono di sé e chiediamo che lo Spirito ci aiuti ad essere fedeli a questo patto.


P. Antonio

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