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“Dove sei?”

Questa domanda che troviamo nei primi capitoli del libro della Genesi mi mette sempre in crisi, forse perché mi rimanda a quell’altra: “chi sei?”.


Ogni tanto nella vita fa bene fermarsi e riflettere su queste domande perché sono centrali, profonde, essenziali. Dalla risposta dipende la certezza o meno di essere nel posto giusto al momento giusto, di essere cioè in sintonia con il nostro vero essere, che siamo, dunque, in pace con noi stessi perché siamo convinti che stiamo facendo davvero quello che la vita ha riservato per noi.


A queste scadenze ci arriviamo spesso in modo improvviso, non programmato. Capita un evento e ci tocca fermarci e rispondere a questa (o queste) domande. Se riusciamo ad avere il coraggio di dare una risposta partendo da quel che sentiamo nel nostro cuore e non a partire da quello che gli altri pensano di noi, allora siamo “centrati”, altrimenti diventiamo “de-centrati”. Mi ispira la forza e la determinazione di Gesù quando “i suoi” e “sua madre e i suoi fratelli” (cfr. Vangelo) sono andati da lui a prenderlo perché in giro si diceva che era “fuori di sé” (un altro modo per dire che era “pazzo”) e lui ha il coraggio di rispondere definendo chi è sé stesso e chi è la sua famiglia. Il coraggio di essere fedele alla sua missione, anche quando non è compresa neanche dai suoi.


Il diavolo tenta per dividere. Istiga il dubbio, affinché siamo distolti dal nostro vero essere e in questo modo siamo divisi in noi stessi (e poi anche con gli altri).


Preghiamo lo Spirito, affinché ci dia la forza e il coraggio di “fare la volontà di Dio”, che alla fine è il vero bene per noi.

Buona domenica

p. Antonio

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